Durante l’edizione del Comicon di Bergamo, abbiamo avuto il piacere e l’occasione speciale di incontrare LonLon, talentuosa autrice dell’opera “Rescue Wild Birds“. Presso lo stand di Toshokan, tra fan e curiosi, LonLon ci ha regalato un momento davvero unico: uno sketch personalizzato realizzato direttamente sul volume, che custodiremo con grande affetto.
Grazie alla preziosa collaborazione con Toshokan, abbiamo anche avuto modo di intervistarla grazie all’aiuto di una traduttrice: un’occasione per scoprire di più sul suo lavoro, le ispirazioni dietro la sua opera e il suo rapporto con i lettori italiani. Ora vi lasciamo la nostra intervista.



LonLon: le sue parole e i suoi pensieri
Cosa ti ha ispirato a creare Rescue Wild Birds? C’è stato un episodio in particolare che ti ha spinto a raccontare queste storie? Rimasi profondamente scossa nel vedere le foto di allora: un giovane albatro con lo stomaco pieno di rifiuti di plastica, morto lentamente di fame. In seguito, grazie alla presentazione dell’editore, ebbe inizio la collaborazione con la Wild Bird Society di Taipei, e da lì nacque l’adattamento a fumetto delle vere storie dei volontari. L’amore per la vita che anima questi volontari, la loro capacità di affrontare il dolore della perdita e lo spirito del “se lo ami, devi imparare a lasciarlo andare” hanno trasformato la mia visione del mondo e della vita. Quest’opera è dedicata a questi volontari altruisti che si dedicano con passione agli uccelli selvatici.
Qual è stato il personaggio o l’animale più difficile da rappresentare, emotivamente o graficamente? Il postino e le caratteristiche di ogni uccello.Il postino è una persona che non sa nulla di soccorso agli uccelli selvatici. Inizialmente pensa solo al lavoro, ma col tempo viene toccato dall’altruismo delle persone di buon cuore, imparando così che salvare delle vite non è una cosa priva di significato, ma qualcosa di estremamente difficile e prezioso. Le caratteristiche delle diverse specie di uccelli: non solo i becchi e gli artigli sono diversi, ma anche i motivi del piumaggio cambiano da specie a specie. Anche la loro dieta varia: alcuni mangiano insetti, altri pesci o frutti. È necessario consultare molte fonti per capire tutto questo.
Cosa vorresti che i lettori portassero con sé, una volta finita la lettura di Rescue Wild Birds? Donarsi in modo disinteressato anche alle vite più piccole è qualcosa di profondamente significativo, e racchiude una ricca conoscenza del soccorso agli uccelli selvatici. Anche solo sapere che esistono persone così altruiste in questo mondo riesce a scaldarti il cuore.
La relazione tra Xiao Kang e Xiao Qiang è centrale nella storia. Cosa rappresentano per te, a livello simbolico e narrativo? Xiao Kang e Xiao Qiang sono volontari di fasce d’età diverse. Quando ho intervistato la volontaria Xiao Kang, era già una soccorritrice di uccelli selvatici esperta e di età più avanzata. Xiao Qiang, invece, è il più giovane volontario per il soccorso degli uccelli selvatici di tutta Taiwan. Insieme rappresentano l’idea che chiunque, indipendentemente dall’età, può aspirare a diventare un volontario per il salvataggio degli uccelli selvatici.
Hai in programma di continuare con opere a tema ambientale o connesso al rapporto uomo-natura?
Attualmente sto disegnando un fumetto che tratta degli animali uccisi dalle auto sulle strade di Taiwan — un’opera dedicata ancora una volta alla tutela dell’ecosistema.
C’è una storia in Rescue Wild Birds che ti ha cambiato profondamente a livello personale? Ho intervistato quattro volontarie, e ognuna delle loro storie mi ha lasciato un segno profondo. Il loro amore e la dedizione disinteressata al soccorso degli uccelli selvatici mi hanno profondamente commosso. All’epoca, la nostra società era stata scossa da un tragico episodio di aggressione casuale sulla metropolitana, che aveva generato un senso di insicurezza diffuso. Sapere che esiste un gruppo di persone così, che si dedica con impegno a proteggere le vite più fragili, mi ha fatto sentire al sicuro.
Se potessi lasciare un solo messaggio ai lettori di tutto il mondo, quale sarebbe? Nei momenti più difficili, abbi cura di te stesso e concediti un po’ più di tempo. Il mondo sa anche essere gentile, quindi non preoccuparti. Ricorda di volerti bene: meriti di essere amato.
Cosa ti ha motivata a diventare una mangaka? Quali sono state le tappe che ti hanno portata a trasformare questa passione in una professione? Da piccola avevo pochi giocattoli e non ero brava a fare amicizia, così passavo il tempo disegnando e giocando da sola. Mentre mi rifugiavo nel mio mondo interiore, iniziavano a nascere tante idee per delle storie, ed è così che ho desiderato diventare un fumettista — avevo cinque anni. Il mio percorso è iniziato realizzando fumetti per bambini e illustrazioni. Col tempo ho accumulato esperienza, e sempre più case editrici hanno iniziato ad apprezzare i miei disegni, contattandomi per collaborazioni. Così, passo dopo passo, ho realizzato il mio sogno.


